Solidarietà e Cooperazione: la realtà Sol.co di Piacenza si presenta

Eccoci di nuovo a parlare di cooperazione attraverso le Storie che, da ormai un mese, animano questo blog.

Oggi pubblichiamo l’intervista fatta a Marco Tanzi, Presidente del Consorzio Sol.co di Piacenza, che da quasi vent’anni opera sul territorio per la valorizzazione della cooperazione sociale piacentina.

Come sempre, vi lasciamo all’intervista senza rubarvi altro tempo!

1. Presentati e racconta brevemente cosa, per te, significa il modello cooperativo

Sono Marco Tanzi ho 52 anni e da circa 5 presiedo il Consorzio di cooperative sociali Sol.Co Piacenza.
La scelta di lavorare nella cooperazione, in particolare in quella sociale, rappresenta per me la naturale prosecuzione delle esperienze giovanili maturate nell’ambito del volontariato e dell’obiezione di coscienza.
Credo fortemente, anche se detto così può apparire retorico ed un pò scontato, che il modello cooperativo sia in generale preferibile a quello competitivo e alla lunga produca anche migliori effetti sotto il profilo dell’efficacia/effcienza dei risultati. Certo, deve trattarsi di vera cooperazione, ma qui il discorso si allungherebbe…

2. Spiega come funziona il Consorzio Sol.Co. di Piacenza, di cosa di occupa.

Il Consorzio Sol.co nasce nel 1994 e raggruppa oggi 14 cooperative del territorio piacentino, circa un terzo del totale.  Sol.Co. è l’unico consorzio di cooperative sociali della nostra provincia. Il nome Sol.Co. nasce dalla congiunzione di due parole, “Solidarietà” e “Cooperazione”, che esprimono le idee di fondo dell’azione del consorzio e delle cooperative ad esso associate. Il Consorzio nasce per permettere alle cooperative di mantenere la piccola dimensione, il carattere democratico e il forte legame con il territorio e, nello stesso tempo, di svilupparsi in senso imprenditoriale creando sinergie al fine di garantire loro una maggiore competitività.

Gli obiettivi che nel tempo il Consorzio si è posto sono numerosi: dalla valorizzazione della cooperazione sociale come interlocutore privilegiato degli enti pubblici, allo sviluppo di soluzioni innovative ed efficaci in risposta ai crescenti bisogni della società, all’incremento della qualità complessiva dei servizi offerti dalle cooperative sociali, alla sensibilizzazione della comunità piacentina alle tematiche dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

Per motivi “storici”, la base sociale di Sol.Co è rappresentata prevalentemete da cooperative di tipo B, quelle cosiddette di “inserimento lavorativo”, ovvero quelle imprese sociali che svolgono attività commerciali di genere vario (dalla grafica e tipografia alla manutenzione verde alla floricultura alle pulizie), assumendo alle proprie dipendenze persone che difficilmente troverebbero lavoro altrove (disabili, ex-tossicodipendenti, malati psichiatrici, ex detenuti ecc.) per almeno il 30% della loro forza lavoro. Tuttavia troviamo anche cooperative di tipo A, vale a dire quelle che gestiscono servizi socio-sanitari a favore di utenze deboli (minori, anziani, disabili, persone affette da dipendenze, persone in situazione di disagio sociale malati psichiatrici, immigrati) e impiegano personale specializzato (educatori, animatori, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, psicologi) .

Sol.Co. Piacenza – in qualità di “general contractor” – acquisisce contratti e commesse di lavoro per conto delle cooperative B socie, in modo che vi sia un unico interlocutore (il Consorzio stesso) di fronte agli enti pubblici e, al tempo stesso, che ogni cooperativa possa sviluppare una parte di lavoro e quindi creare o mantenere al proprio interno posti di lavoro per persone in difficoltà, senza che si alimentino sterili competizioni. In questo quadro, Sol.Co. Piacenza ha realizzato un protocollo di intesa con il Comune di Piacenza in base al quale l’Ente si impegna ad affidare alle cooperative di inserimento lavorativo una parte significativa di quelle commesse che, in base alla normativa vigente, lo stesso può affidare in convenzione diretta senza dover ricorrere a procedure di bando pubblico.

Da parte sua, nel medesimo protocollo, il Consorzio per il tramite delle sue cooperative si è impegnato ad assumere, per la gestione delle attività affidate, lavoratori svantaggiati, individuati in accordo con i Servizi sociali comunali, e ad adoperarsi per accogliere con la modalità della borsa lavoro, dell’attività responsabilizzante e del lavoro di pubblica utilità persone in difficoltà in carico ai servizi.

Sol.Co. ha anche promosso il servizio civile nel territorio piacentino fin dall’epoca dell’obiezione di coscienza ed è stato “pioniere” nella promozione del nuovo servizio civile nazionale volontario, volto a costruire e a delineare una reale cittadinanza attiva e una forte attenzione ai problemi della società nei giovani del territorio: in questo ambito oltre a gestire in proprio progetti di servizio civile e a inserire volontari nelle proprie cooperative, il Consorzio è stato consulente di numerosi altri enti non profit ed enti pubblici attivi nella nostra provincia.

Il Consorzio è stato poi nel corso degli anni partner in vari progetti europei (Youthstart, Now, Equal fase I e II, Grow), gestisce il Centro Interculturale del Comune di Piacenza, collabora inoltre in numerosi progetti con la Provincia di Piacenza, svolge – e ha svolto – ricerche e studi su vari temi di importanza sociale (le caratteristiche della cooperazione piacentina, la situazione dei minori disabili, i servizi all’immigrazione, il lavoro di cura e il badantato).

Assiste le cooperative sociali nella preparazione di bandi e gare di appalto, ha promosso la nascita di nuove cooperative sociali seguendo con la propria consulenza le fasi di costituzione e di avvio delle medesime e svolge attività di ricerca finanziamenti per le cooperative socie, facendosi promotore di progetti di rete da realizzare insieme. Recentemente, attraverso uno specifico protocollo di intesa con Confcooperative Unione Provinciale di Piacenza, tale importante attività di consulenza ed assistenza è stata offerta all’intera rete delle cooperative aderenti alla Centrale appena menzionata.

3. In cosa consiste la mission del Consorzio?

La “mission” di Sol.Co Piacenza è quella di sviluppare il valore aggiunto economico-sociale del territorio, a partire dalla promozione dell’attività delle associate.
Mi preme però sottolineare come tale promozione non si declini attraverso una mera e “chiusa” difesa corporativa dei loro interessi, ma sia sempre mediata dalla prospettiva di interpretare i bisogni e le istanze che emergono dalla collettività, offrendo risposte nuove, efficaci ed economicamente sostenibili. Mentre le singole cooperative, per legittima autoconservazione tendono nel tempo a reiterare quelle attività e quei processi che meglio garantiscono la quadratura economica della loro gestione, smarrendo un pò la carica innovativa e la propensione al rischio, è proprio il Consorzio che si incarica di tenere “alta” la prospettiva della sfida ai nuovi bisogni che emergono, dell’innovazione, del continuo stimolo al cambiamento, mettendosi costantemente in discussione, trascinando con sè le proprie associate ed i loro cooperatori.

In questo senso Sol.Co sta affrontando nuovi percorsi di ricerca, studio e progettazione nei campo dell’housing sociale, delle energie alternative, della cosidetta “sanità leggera”, dei nuovi stili di  produzione e consumo “solidale”, delle politiche attive del lavoro. Per alcuni di questi temi si stanno sviluppando la riflessione teorica e gli studi di fattibilità, in attesa di potere sperimentare concrete prassi; per altri si sono già messe in campo progettazioni ed attività specifiche, delle quali, volentieri, sono disponibile con i miei collaboratori a parlarne più nel dettaglio, in una prossima occasione.

4. Se tu fossi il Ministro dello Sviluppo Economico che misure promuoveresti a favore della cooperazione e perchè?

Non mi è facile indicare una ricetta, senza rischiare, da un lato di cadere in slogan troppo generici e semplicistici, dall’altro di entrare troppo in tecnicismi per “addetti ai lavori”. Oggi come oggi credo che sia importante promuovere soprattutto un concetto e un modello di cooperazione che possa più naturalmente esprimere e agire i valori più autentici dello spirito cooperativo.

Senza demonizzare le grandi realtà cooperative, aderendo, semplicisticamente allo slogan “piccolo è bello”, credo che, aiuti ed incentivi alla cooperazione debbano essere soprattutto finalizzati a far nascere nuove realtà cooperative, capaci da un lato di interpretare le istanze sociali più “scoperte” (offrendo risposte economicamente compatibili), e dall’altro di promuovere occupazione giovanile, attraverso un modello intelligente, di alto valore aggiunto sociale e relazionale e di democrazia economica, come quello offerto dalla cooperazione.

Più in generale cercherei – più di quanto non avviene oggi -  di legare ogni forma di sostegno ed incentivo pubblico ad un più efficace controllo dei requisiti cooperativi “sostanziali ” delle imprese che operano sotto tale veste giuridica. E qui torniamo a quanto dicevo all’inizio dell’intervista…

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