Cooperativa Sociale Mediando: l’importanza di una buona gestione dei conflitti

Oggi, per la rubrica Storie di Cooperazione, vi presentiamo la Cooperativa Sociale Mediando, realtà modenese che offre servizi,  consulenza e formazione, finalizzati a fornire i giusti strumenti per la buona gestione del conflitto.

Proprio come scriveva Jaqueline Morineau, la mediazione è “uno spazio privilegiato per accogliere il disordine, cioè l’insieme dei sentimenti, delle emozioni e dei vissuti che si legano all’esistenza di un conflitto. La mediazione offre la possibilità di esprimere tali sentimenti al fine di trasformarli“.

Vediamo, allora, più nel concreto che tipo di mediazione opera Mediando, direttamente dalle parole del suo Presidente, Sara Bonacini.

Buona lettura!

1. Presentati e racconta brevemente cosa, per te, significa il modello cooperativo: quali opportunità offre e che network è in grado di coinvolgere?

Sono Sara Bonacini, Presidente di Mediando, Cooperativa Sociale che si occupa di mediazione e gestione dei conflitti interpersonali, formazione e consulenza sui temi della gestione dei conflitti. Da un anno, Mediando è diventata una cooperativa sociale di tipo B, quindi per l’ inserimento lavorativo di persone “svantaggiate”, lavorando specialmente con i detenuti. Da qui, la nascita del progetto Ri-Mediando, come possibile risposta alle difficili condizioni di vita di molte persone. Il progetto ha dato vita a due servizi: catering/banqueting e sartoria/moda creativa.Il modello cooperativo è stata una scelta naturale che rispecchia il modello decisionale tra noi soci: Mediando attua un modello partecipato che fa emergere la centralità della persona, delle sue idee e della sua creatività.

2. Secondo la vostra esperienza, il modello, la natura, l’operato e la forma organizzativa della cooperativa possono essere ben applicati ad un settore, per così dire, molto delicato, intimo e soggettivo come la gestione dei conflitti? Il saper convergere in modo costruttivo e la mediazione possono essere “trasmessi-insegnati” attraverso la formazione? Come?

Secondo me, il modello cooperativo si sposa molto bene con il nostro settore: la mediazione dei conflitti, pur essendo un tema molto delicato in quanto tocca le emozioni “difficili” da trattare (quali rabbia, tristezza, solitudine), vede il protagonismo della persona stessa. E’ la persona che prende o riprende la responsabilità del proprio conflitto e che lo affronta con la guida e l’aiuto di un mediatore.Per noi, la formazione è un’area privilegiata per trasmettere strumenti idonei per la gestione delle relazioni. I temi toccati vanno dall’ascolto attivo ed empatico, alla comunicazione non violenta fino ad arrivare alla mediazione e negoziazione degli accordi. La metodologia è attiva e partecipativa, quindi attraverso simulazioni, giochi di ruolo,ecc.. Anche tramite la formazione, ai partecipanti, viene richiesta una messa in gioco che non tutte le persone sono disposte, per diversi motivi, ad accettare.

3. Mediando presenta un preciso percorso di startup per la creazione di centri di mediazione sociale. Potresti parlarcene e illustrarci, in questo percorso, perchè il modello cooperativo è un modello idoneo?

Uno dei nostri obiettivi più alti è la trasmissione la cultura della mediazione attraverso varie attività, tra cui anche lo start up di centri di mediazione nei diversi territori. Luoghi fisici da cui possono partire attività di mediazione e negoziazione tra singoli, o fra o gruppi, sul territorio, formazione sui temi della mediazione, eventi/incontri/feste per promuovere la relazione tra le persone.Ad oggi, sono stati avviati centri nei comuni di Savignano sul Rubicone, Verona (in seguito chiuso per diversi motivi) e Reggio Emilia.Come ho accennato in precedenza,  il modello cooperativo è stato il più idoneo e quello scelto dalle cooperative che hanno dato vita, con l’aiuto di Mediando, ai centri di mediazione.

4. Infine, se tu fossi il Ministro dello Sviluppo Economico, che misure promuoveresti a favore della cooperazione e perchè.

Se fossi il ministro dell’Economia, agevolerei le imprese cooperative in termini di sgravi fiscali, sostegno economico attraverso fondi ad hoc per l’avvio di nuove imprese cooperative, per l’imprenditoria femminile, per progetti innovativi e in rete con altre realtà sul territorio nazionale. Mi fermo qui perchè potrei proseguire oltre misura.

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