Educare e Crescere: costruire, insieme, relazioni responsabili e solidali

Nuovo post settimanale e nuova storia di cooperazione. L’appuntamento del giovedì di OpenUp è, infatti, con chi tutti i giorni investe nell’agire cooperativo, con la propria storia, il proprio lavoro, la propria attività.

Oggi è la volta di Educare e Crescere, cooperativa che opera nel territorio di Bologna e Provincia, al servizio delle persone e delle famiglie in ordine a educazione (scuole e servizi educativi), relazione e comunicazione, in collaborazione con gli enti locali e il servizio sociale del territorio.

Come sempre… Buona lettura!

1. Presentati e racconta brevemente cosa, per te, significa il modello cooperativo: quali opportunità offre e che network è in grado di coinvolgere.

Sono Viviana Vita, ho trentatrè anni e, pur avendo una formazione umanistica, coadiuvo nell’aspetto amministrativo-gestionale il Presidente e il C.d.A. della Cooperativa Educare e Crescere, della quale sono dipendente. Chi sceglie di prestare il proprio contributo lavorativo all’interno di una cooperativa, ha presente il valore aggiunto che l’essere insieme apporta al “fare quotidiano”: non mera prestazione d’opera, ma co-costruzione di un sistema integrato di relazioni fondate sulla democrazia e sui valori etici della responsabilità sociale e della solidarietà. Il modello cooperativo, come nessun altro, offre l’opportunità di operare insieme su basi democratiche e di mutualità al fine di offrire un servizio umanamente e socialmente utile. Consente, altresì, di sviluppare un senso di appartenenza che incide sulla motivazione personale e, di conseguenza, sulla qualità del lavoro prestato e del servizio offerto all’intera comunità.

2. Il Nido Educare e Crescere dà molto valore al concetto di alterità, all’importanza del rapporto con l’altro come fonte di arricchimento e a quello di dialogo non solo con i bambini, ma anche con i genitori. Potresti, brevemente, spiegarmi come vi rapportate all’alterità intesa anche – immagino – come pluralità di approcci diversi, che variano da bambino a bambino e da famiglia a famiglia (visto che, come sottolineate, il vostro nido accoglie bimbi di diversa provenienza sociale).

Il Nido di Educare e Crescere è uno dei servizi gestiti direttamente dalla omonima Cooperativa Sociale che da importanza all’approccio con la persona sia del bambino che dell’adulto (lavoratore o utente) intendendola come unica, irripetibile e insostituibile. L’alterità è dunque in radice nell’essere, uno diverso dall’altro, e l’attenzione al singolo si concretizza nel considerarlo valore in sè, indipendentemente da ciò che possiede o produce, sia esso bambino o adulto.

3. La vostra realtà insite molto sull’idea di indipendenza del bambino, quindi, seguirlo ma renderlo anche autonomo. Potresti, brevemente, spiegarmi come fate a concretizzare questo vostro ideale?

Come esplicitamente indicato nel Progetto Pedagogico del Nidole educatrici accompagnano il bambino nel suo cammino verso l’autonomia, intesa come sicurezza della relazione. Tale autonomia  si esplicita nella sua capacità di modulare le proprie esigenze di contatto e/o di controllo a distanza dall’adulto, non essendo distratto dall’ansia di essere abbandonato e potendo così dedicarsi con serenità e piacere alle varie attività. Permettere ai bambini di assumere iniziative autonome riguardo sia alla gestione del proprio corpo, sia alle attività motorie, cognitive e ludiche, determina in loro un comportamento più stabile e maturo, in cui la motivazione intrinseca a ciò che fanno viene loro confermata e rafforzata, rendendo il bambino più sicuro di sé e delle proprie capacità.

4. Infine, se tu fossi il Ministro dello Sviluppo Economico che misure promuoveresti a favore della cooperazione e perchè.

Il modello cooperativo, sebbene abbia una lunga storia (si ritrova in letteratura la nascita della prima cooperativa nel 1844), non è ancora diffuso in maniera omogenea in tutto il territorio nazionale. Se fossi quindi Ministro dello Sviluppo Economico, promuoverei una campagna di reale informazione sui principi e i valori che stanno alla base della cooperazione, nella convinzione che l’aumento della consapevolezza della “cultura aziendale cooperativa” porti con sè un modello partecipativo che può dar ragione dell’essere insieme nella costruzione di una realtà sempre più rispettosa della persona.

Incentiverei la costituzione di “reti di cooperative”, ciascuna portatrice della propria identità, ma con il desiderio di mettere insieme le forze per l‘individuazione e la realizzazione di servizi di utilità sociale.

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