Il Totem: la ragione sociale che si unisce a quella ecologica e dà ottimi frutti

Oggi, per la rubrica Storie di Cooperazione, vogliamo raccontarvi di una cooperativa “speciale” presente a Cesena: Il TOTEM, con la produzione dei suoi prodotti e dei suoi servizi, oltre alla ragione sociale, fondamento del modello cooperativo tout court, infatti, valorizza anche quella inerente l’ecologico e il sostenibile.

In senso vasto e sfaccettato, questa cooperativa coniuga l’istanza sociale propria di ogni cooperativa di tipo B (quindi il coinvolgimento lavorativo di individui che presentano difficoltà psico-fisiche), con quella ambientale, mostrando attenzione al rispetto e alla passione nei confronti della natura.

Buona lettura!

1. Presentati e racconta brevemente cosa, per te, significa il modello cooperativo: quali opportunità offre e che network è in grado di coinvolgere.

Il TOTEM Società Cooperativa Sociale Onlus, costituita il 30 ottobre 2003, ha sede legale in località Sorrivoli di Roncofreddo (FC), in Via del Castello n. 55; e sede operativa a Calisese (FC), in Via Orte n. 100.

In essa sono riuniti artigiani, professionisti, artisti e volontari che hanno deciso di condividere tempo, conoscenze ed abilità professionali con persone in difficoltà a causa di svantaggi sociali, sofferenze psico-fisiche, tossicodipendenze etc.

Il TOTEM è una cooperativa sociale di tipo B ed ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità nella promozione della qualità di vita e dell’integrazione sociale dei cittadini.

Attraverso l’esperienza lavorativa, mira a realizzare due obiettivi principali:

A. Il primo è di natura terapeutica, in quanto l’oggetto, pensato e poi costituito, diventa il tramite attraverso cui favorire il contatto delle persone disagiate con la realtà, stimolando lo sviluppo di una certa autonomia e favorendo la riscoperta dei propri spazi e delle proprie risorse.

B. Il secondo, più propriamente di natura formativa, è invece rivolto all’acquisizione di conoscenze e competenze finalizzate all’accesso nel mondo del lavoro.

Lo scopo non è fare assistenzialismo, ma promuovere l’inserimento lavorativo di persone disabili o in condizioni di svantaggio, offrendo loro una opportunità formativa, nonché il miglioramento delle relazioni sociali e dello stile di vita. Il modello cooperativo incarna, secondo noi, lo spirito di solidarietà e mira alla realizzazione umana di tutte le persone in ugual modo, tramite la condivisione, la compartecipazione e lo scambio quotidiano dei saperi e delle risorse di ognuno.

Come network, direi istituzioni pubbliche, scuola, aziende agricole, nuclei familiari e fondazioni bancarie.

2. Voi credete fortemente nel contatto con la natura, frutto di un miglioramento per il benessere psico-fisico dell’individuo. Potresti spiegarmi, anche attraverso la descrizione delle vostre attività quotidiane, da quali riflessioni nasce questa affermazione?

Molte delle nostre attività si svolgono a contatto con la natura, ad esempio abbiamo il “settore del verde”: arredo urbano, giardinaggio e potatura anche con la tecnica del Tree Climbing che permette di arrampicarsi sin dentro la chioma degli alberi con l’utilizzo di corde , al fine di ispezionare o potare le piante nel massimo loro rispetto.

Abbiamo una “Fattoria Sociale”, un orto nel quale alcuni collaboratori in borsa-lavoro seminano, curano, raccolgono e vendono verdure biologiche.

Un’altra attività portante della coop è la realizzazione e installazione in parchi pubblici e privati di una linea di giochi per i bambini, costruiti interamente in legno. Ogni anno, inoltre, il 2 giugno, organizziamo a Villa Dionora di Carpineta “La festa degli Alberi” nella quale la natura in tutte le sue forme è protagonista.

In tutte queste attività collaboriamo con persone che presentano difficoltà di inserimento sociale e che, attraverso il contatto con la natura, ritrovano i loro spazi ed i loro tempi, in una dimensione più a misura d’uomo, e tramite la cura degli animali acquisiscono  la responsabilità del loro benessere.

3. Raccontami del progetto riabilitativo “Fattoria  didattica”, sembra un’idea innovativa e interessante.

Nella fattoria sociale abbiamo cavalli, asini, oche e galline che tutti i giorni vengono accuditi da sei persone in borsa-lavoro.

Abbiamo un piccolo maneggio nel quale facciamo corsi di equitazione e dal quale partono diversi sentieri, percorribili sia a piedi che con gli asini o con i cavalli , per gite con bambini, famiglie o chiunque volesse godersi dei percorsi nelle bellissime colline presso il castello di Sorrisoli.

Questo luogo si presta a tante attività diverse e le persone che ci lavorano collaborano alla realizzazione di piccole feste ed eventi vari : laboratori di costruzione di archi, edificazione di capanne e di piccoli giochi di una volta etc.; il tutto in un ambiente per loro” protetto”che li vede protagonisti e responsabili. 

4. Infine, se tu fossi il Ministro dello Sviluppo Economico, che misure promuoveresti a favore della cooperazione e perché.

Non spesa ma investimento sulla risorsa umana, sociale e d’eccellenza produttiva rappresentata dalle Cooperative Sociali.

Misura 1: segmento finanziario specifico, a fondo perduto una tantum, destinato e finalizzato a progetti innovativi per produzioni di nicchia messe in cantiere dalle Cooperative Sociali.

Misura 2: linea di credito agevolato e integrato con sistema creditizio locale e Comuni interessati, per favorire la diffusione delle Cooperative di Comunità, quale spontanea forma di aggregazione a fini sociali ed economici di “piccole” Comunità.

Misura 3: promozione di Agenda Politica e conseguente piattaforma di provvedimenti finanziari, atti a favorire programmi di scambi culturali, produttivi e commerciali da instaurarsi fra Cooperative Sociali nostrane e Comunità Identitarie dei Popoli del Nord Africa, riscoprendo e rivitalizzando l’anima mediterranea dell’accoglienza e della convivenza, anche a risoluzione della tragedia Migranti.

 

 

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