Legami mutualistici e cooperazione alla base di un nuovo welfare di comunità e di un sistema di servizi sostenibili e di prossimità

E’ chiaro il messaggio lanciato da Confcooperative per costruire e valorizzare le nuove opportunità di sviluppo delle imprese e dell’occupazione nel settore dei servizi socio-sanitari.

I cantieri aperti sono tanti, ma solo con l’azione di rete tra vari soggetti (medici, farmacisti, società di mutuo soccorso, cooperative sociali ed altri professionisti) possono essere fronteggiate le sfide del momento.

La formula cooperativa svolge un ruolo sempre più importante anche nel settore socio-sanitario dove la progressiva contrazione delle risorse pubbliche mette purtroppo a rischio la sopravvivenza degli attuali livelli dei servizi alla persona.

Lo ha affermato Oreste De Pietro, di Confcooperative Bologna, intervenendo al convegno su “Nuovi scenari e nuove opportunità nei servizi sanitari” promosso nel capoluogo emiliano. Seminario di cui, già in un precedente post, abbiamo avuto modo di anticiparvi.

E proprio per assicurare una adeguata risposta a queste nuove esigenze provenienti dai cittadini – ha proseguito De Pietro – Confcooperative ha avviato sul territorio interessanti iniziative di cooperazione tra medici, cooperative farmaceutiche, cooperative a specializzazione sanitaria, società di mutuo soccorso, facilitando l’integrazione tra domanda e offerta e producendo vantaggi economici e sociali.

Per favorire la realizzazione di politiche d’integrazione fra i diversi settori, realizzando un network di servizi socio-sanitari, assistenziali e di mutualità integrativa e progettare nuovi modelli di rete che garantiscano un continuum assistenziale in un sistema a risorse limitate – ha concluso De Pietro – è nata anche FederazioneSanità di Confcooperative.

Il presidente nazionale della Federazione, Giuseppe Milanese, in occasione del convegno bolognese ha presentato un ampio quadro dell’attuale situazione di crisi confrontando la realtà italiana con quella di altri paesi come Inghilterra, Spagna, Grecia e Stati Uniti.

In Italia – ha affermato Milanese – la spesa sanitaria annua complessiva si attesta sui 136 miliardi di euro, corrispondenti al 9% del Pil, di cui il 7% a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il rimanente 2% sostenuta dalle famiglie.

Al di là delle risorse, sempre più scarse in tempi di spending review, secondo Milanese oggi occorre puntare l’attenzione sulle modalità più adeguate per garantire accessibilità, continuità e tempestività nell’assistenza territoriale e concentrarsi sui valori della persona e dei suoi familiari.

La scelta – ha dichiarato Milanese – non è tra i difensori del sistema universalistico e coloro che ritengono sia giunto il momento di mettere mano alla sua riforma, ma nella promozione di una terza via, quella della cooperazione sociale, portatrice dei valori della solidarietà e della sussidiarietà: un nuovo welfare, fondato sulla partecipazione del terzo settore e sulla sua capacità di creare dal basso le risposte integrative necessarie, facendo leva sulla mutualità.” “Quella mutualità – ha concluso il presidente di FederazioneSanità – alla base dei modelli di successo che la cooperazione sociale sta promuovendo nel paese: Consorzi non profit per l’Assistenza Primaria, Ambulatori di quartiere e Ospedali di comunità.

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