Kunerango, la formazione online che dall’Università spera di approdare presto anche in azienda

Questo giovedì, per la rubrica storie di cooperazione, vi presentiamo una realtà particolarmente giovane; giovane nel vero senso del termine e sotto diversi punti di vista.

Sulla pagina ufficiale OpenUp di Facebook, qualche giorno fa, a proposito del desiderio congiunto di studenti e docenti di innovare, abbiamo accennato a Kunerango  [su Twitter @Kunerango] e, ora, abbiamo il piacere, attraverso l’intervista ad uno dei suoi soci, Mattia Toso, di approfondire meglio la conoscenza di questa realtà ferrarese.

Kunerango è una piattaforma per studenti, docenti e istituti di formazione; è una web social application, grazie alla quale circola materiale di studio ma, anche, idee, sapere e  innovazione.

Buona lettura!

 

1. Presentatevi e raccontate brevemente cosa fate e come vi siete conosciuti.

Ciao a tutti, io sono Mattia e con me ci sono Luca, Giulio, Matteo e Marco (c’era anche Giovanni ma è volato a Londra); noi siamo il team di Kunerango. Siamo 5 ingegneri informatici e, al momento, stiamo ancora terminando il nostro percorso di studi, oltre che lavorare notte e giorno a Kunerango. Luca, Giulio e Marco hanno già conseguito la laurea triennale e stanno terminando quella magistrale, mentre io e Matteo stiamo terminando la laurea triennale.  Io e Luca ci conosciamo dai tempi della scuola superiore (I.T.I.S F.Viola di Rovigo), con gli altri ci siamo conosciuti all’Università di Ferrara, dove studiamo attualmente.

2. Dalla vostra pagina Facebook leggiamo che vi siete aggiudicati il Premio UNIdea, promosso dal distretto Emilia-Romagna di Prospera con la collaborazione delle quattro Università della Regione a favore delle migliori proposte innovative di impresa o di prodotto nell’ambito del Progetto Digit@li. Raccontateci di questa vostra soddisfazione. Avete avuto anche altre occasioni di finanziamento?

Siamo giunti in finale con altri 4 progetti, tutti molto validi. Abbiamo fatto una breve presentazione davanti ai rettori della quattro Università della Regione e imprenditori del territorio, infine, Kunerango li ha convinti e così abbiamo vinto il primo premio.

Per noi, ovviamente, è stata una grande soddisfazione, una piccola ricompensa per tutto l’impegno che stiamo mettendo nel portare avanti il progetto. Colgo l’occasione per ringraziare il prof. Cesare Stefanelli che ci ha spinti a partecipare al concorso.

Attualmente, Kunerango sta crescendo presso H-Farm, venture incubator che ha investito in noi 65000 €.

3. Riassumendo brevemente la vostra idea di impresa, Kunerango è una social app che si fonda sul concetto di condivisione dei saperi e di cambiamento del metodo classico di studio/apprendimento. In base alla vostra esperienza, è ipotizzabile il passaggio da un’università “fisica” (fatta di aule, banchi, lezioni frontali) ad una “digitale”, appunto 2.0? Credete che si possa sostituire la prima con la seconda? O solo integrarle?

Kunerango è una web application che raccoglie strumenti utili a chiunque faccia formazione. 

L’idea è nata tenendo conto delle esigenze che abbiamo come studenti: ci siamo interrogati su quali potessero essere gli strumenti digitali che ci avrebbero aiutato nel percorso di studi e partendo da quelle riflessioni è nato Kunerango.

Nell’ambiente universitario, far capire che una piattaforma digitale come Kunerango vuole essere uno strumento di integrazione al classico corso in aula, un aiuto a studenti e docenti, è una delle cose più difficili. All’estero ogni Università ha il suo Kunerango e speriamo che anche qui le cose, prima o poi, possano cambiare.

Per rispondere alla vostra domanda, siamo convinti che l’università “fisica” è il presente e dovrà essere il futuro, ma avere il supporto di quella “digitale” può essere d’aiuto per alzare la qualità complessiva.

4. Per entrare a far parte di Kunerango serve una previa registrazione. Successivamente, accettate chiunque o praticate dei vostri criteri di selezione? A che territorio si rivolgono i servizi?

Per iniziare ad usare Kunerango ci si può registrare con la propria email oppure effettuare l’accesso tramite Facebook.

Per attivare il proprio account ed iniziare ad essere un utente attivo occorre una mail universitaria che ci serve per verificare che un utente sia realmente uno studente o un docente iscritto all’Università che ha indicato in fase di registrazione.

Attualmente Kunerango è accessibile per tutti gli studenti e docenti delle facoltà appartenenti all’ateneo di Ferrara, ma stiamo lavorando duro per poter aprire, nelle prossime settimane, anche a Bologna, Padova, Venezia, Modena, Parma e Verona. Cercheremo di raggiungere tutti gli atenei italiani.

Ovviamente se qualcuno dei vostri lettori volesse anticiparci e fosse interessato a portare Kunerango nella propria Università, può contattarci all’indirizzo hello@kunerango.com

5. Infine, la forma collaborativa, cooperativa – tipica di queste piattaforme – credete possa essere anche un modello di business efficace? Perché?

L’ambito universitario è solo l’inizio per Kunerango, il suo futuro è espandersi nei centri di formazione e nelle aziende perché la natura degli strumenti che propone fa si che possano essere adottati anche da loro.

Durante la nostra permanenza ad H-Farm, siamo entrati in contatto con aziende e centri che fanno formazione. Confrontandoci con loro, è emersa la necessità di strumenti digitali che possano facilitare la formazione dei dipendenti e che consentano di portare corsi normalmente tenuti in aula in corsi online, raggiungendo così nuovi utenti e aprendo la strada a nuovi mercati.

Abbiamo pensato ad una versione business per Kunerango, che si rivolge a centri di formazione e aziende.

Work in progress ;)

Segui Mattia Toso su Twitter @ma_tiax

 

 

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