Fifth Element: la prima piattaforma interattiva di terapia eLearning per bambini con DSA

Oggi – per la rubrica Storie di Cooperazione – vi presentiamo Fifth Element, la startup che ha progettato la prima piattaforma di terapia eLearning per bambini autistici basata sul movimento e su servizi di assistenza remota.

Assieme a Recyproco (di cui vi abbiamo parlato qui) e ad altre realtà che presto vi presenteremo, è stata una delle 10 vincitrici di Changemakers for Expo Milano 2015, un progetto Expo Milano 2015 e Telecom Italia, “powered by” Make a Cube, il primo incubatore italiano specializzato in imprese ad alto valore ambientale e sociale.

Fifth Element, attraverso la creazione di un network fra medici, piccoli pazienti, famiglie e strutture sanitarie e il supporto della tecnologia, intende migliorare la qualità della vita di bambini affetti da Disturbo dello Spettro Autistico (DSA). Un progetto, quindi, interessante soprattutto perché collega innovazione a sociale, in modo forte e per certi aspetti inedito.

Vi lasciamo alle parole di Matteo Valoriani, uno dei founder di Fifth Element.

1. Fifth Element è una piattaforma web che, grazie alla teleassistenza, intende sviluppare una terapia efficace in grado di aiutare i bambini che soffrono di autismo. Come nasce l’idea?

L’idea del progetto nasce dall’incontro con una terapista che, quotidianamente, lavora con bambini autistici. I bambini che hanno disturbi dello spettro autistico presentano caratteristiche molto diverse l’uno dagli altri che rendono ogni bambino unico.

Statisticamente, ogni 10.000 bambini, a 40 di questi viene diagnosticato un “Disturbo dello Spettro Autistico (DSA)”, con una crescita del 70% negli ultimi dieci anni. Su scala mondiale, il numero totale appare sconcertante: 60 milioni di persone soffrono di questa patologia (l’intera popolazione italiana a livello numerico) e considerando anche familiari, insegnati e terapisti, il numero di persone coinvolte direttamente o indirettamente supera i 100 milioni di persone. Per quanto riguarda l’Italia, i più recenti dati stimano tra le 450.000 e le 500.000 persone sono affette dai disturbi dello spettro autistico. Su scala europea, il numero cresce fino a 5 milioni di persone.

Come il nome fa intuire (spettro), sotto l’acronimo DSA rientrano numerose problematiche legate allo sviluppo, ma tutti i bambini con questo disturbo manifestano dei deficit nelle seguenti aree: interazione sociale, comunicazione verbale e non verbale e comportamenti ed interessi ripetitivi.

Inoltre, spesso, presentano anche difficoltà motorie e reazioni anomale ad esperienze sensoriali, come a certi suoni o alle caratteristiche di determinati oggetti. Ciascuno di questi sintomi può manifestarsi in una scala di gravità da lieve a grave e con modalità diverse da bambino a bambino. Ogni bambino manifesterà un quadro comunicativo, sociale e comportamentale peculiare, che tuttavia rientra nei criteri diagnostici generali degli ASD. Inoltre, i bambini autistici hanno spesso poco – se non alcun –  interesse nel seguire la terapia, per via della scarsa interattività e del basso fattore di coinvolgimento che questa presenta ai loro occhi.

Un altro importante fattore da considerare è la frequenza con cui la terapia dovrebbe avere luogo: molti studi hanno evidenziato che solo con una terapia costante e frequente si possono ottenere significativi miglioramenti, ma purtroppo non tutti i bambini si possono recare in centri specializzati perché vivono lontano o i loro genitori non hanno abbastanza tempo per fornire il numero ottimale di ore di terapia.

2. La rete, dunque, sia come supporto tecnologico, sia come significato sociale: la messa in rete di professionisti per creare percorsi terapeutici il più possibile personalizzati. Quali, finora, i feedback dei diversi soggetti coinvolti?

Stiamo già sperimentando il software con diversi centri e molti altri si aggiungeranno a breve (sul sito c’è una mailing list dove ci si può iscrivere per essere i prossimi a provare il software). I feedback dei terapisti sono molto buoni perchè vedono un grande potenziale in questo tipo di interazione basata sul movimento e per le grandi possibilità di personalizzazione. Anche le famiglie vedono gli effetti della terapia e molti chiamano i centri per chiedere che attività hanno fatto i figli, dato che al ritorno a casa sono molto più reattivi.

3. Per entrare nel vivo del progetto, si parla di sensori, Cloud, elearning, ecc. Spigaci meglio come funziona tecnicamente Fifth Element.

La scoperta del “mondo” dell’autismo ha spinto il team a creare un nuovo modo di pensare le attività di learning usando l’interazione del corpo e la possibilità di connettere le famiglie con i migliori terapisti nel mondo. Nasce così Fifth Element, la prima piattaforma basata sull’interazione gestuale a supporto sia della terapia sia degli aspetti di learning con servizi remoti di teleassistenza.

Il progetto aiuta i bambini durante le sessioni nei centri con giochi-attività fortemente personalizzabili in base alle esigenze di ognuno. Inoltre, la tecnologia può avere un impatto molto forte sul rapporto tra i terapisti e le famiglie dei bambini, agevolandoli nelle quotidiane attività terapeutiche.

I quattro principali obiettivi che ci siamo posti sono: creare interesse e motivazione nei bambini; aumentare l’attività motoria e la comunicazione; favorire la socializzazione e accrescere l’interazione sociale e la partecipazione tramite il contatto con altre persone.

Il nostro approccio sfrutta il naturale interesse dei bambini per la tecnologia - uno dei pochi interessi di questi bambini – per promuovere attività stimolanti che incentivano la comunicazione e l’apprendimento. Tutte le attività possono essere personalizzate sulle esigenze del singolo ed effettuate sia nei centri di terapia e sia a casa, eventualmente con il supporto remoto di uno specialista.

Il sistema utilizza Kinect (il device per Xbox creato da Microsoft) e delle librerie scritte dal team per riconoscimento dei movimenti del corpo e della voce finalizzate a controllare e interagire con i giochi. La piattaforma include diversi pattern di attività, come ad esempio:

  • Music game, per stimolare l’attività motoria e la socializzazione tramite il coinvolgimento della musica
  • Quiz game, adatti per sviluppare le capacità comunicative
  • Sequential game, per stimolare l’attenzione e il controllo motorio

La nostra soluzione vuole essere un nuovo efficace strumento a disposizione dei terapisti, ma non vuole sostituire la terapia tradizionale. Per esempio, per supportare e integrarsi con le attività già fatte dal bambino, la piattaforma permette di riutilizzare i PCS già in uso e a disposizione del terapista. Inoltre, poiché ogni bambino è unico, le attività possono essere fortemente personalizzate sulle diverse esigenze con livelli di difficoltà, contenuti e modalità di interazione scelte dal terapista.

Per cercare di raggiungere il maggior numero possibile pazienti il sistema può essere utilizzato direttamente a casa del bambino con la possibilità di assistenza remota da parte del terapista di un centro specializzato. La funzionalità di assistenza remota permette di scambiare immagini video, audio e informazioni sulla posizione del corpo del bambino in tempo reale anche a grande distanza. Il terapista può limitarsi a supervisionare la terapia o può intervenire attivamente personalizzando da remoto il gioco o interagendo direttamente con il bambino dentro il gioco.

La piattaforma è stata pensata fin da subito in modo modulare ed estendibile in modo che, in futuro, possano essere integrate attività terapeutiche per altri disturbi e per essere in grado di scalare verso qualsiasi numero di bambini e terapisti, utenti dell’applicazione.

4. Infine, un altro aspetto molto importante sembra essere lo storytelling: un diario web condiviso delle attività e un’app per tablet permettono ai genitori di essere sempre aggiornati sui progressi del bambino. Che valore ha questo aspetto? Quanto è importante l’aspetto emotivo in un apprendimento altamente tecnologico?

Il diario Web è un grande valore sia per le famiglie che per i terapisti: alla fine di ogni sessione, il terapista può inserire nel diario web delle note private o condivise con la famiglia sui progressi fatti durante la sessione. In questo modo, il terapista può programmare in modo efficace la terapia e i genitori possono restare costantemente aggiornati sui progressi dei bambini.

A casa i genitori possono, in modo semplice, scaricare i commenti e le ultime impostazioni settate dal terapista e ripetere le attività con i bambini. Il sistema automaticamente raccoglierà informazioni sulle attività e le renderà disponibili al terapista. Inoltre, i terapisti hanno a disposizione (in modo automatico, cioè senza perdere tempo durante le attività con il bambino) dati relativi ai giochi e questo aiuta a monitorare l’andamento della terapia e pianificare in modo più accurato gli interventi. Oltre ai dati estratti automaticamente dal software, il terapista può aggiungere commenti e altre informazioni.

Matteo Valoriani (su Twitter @MatteoValoriani)

 

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