Recyproco: il social commerce di beni destinati al riuso

Questo giovedì, per la rubrica “storie di cooperazione”, vi presentiamo l’esperienza di una startup innovativa e con risvolti pratici e sociali davvero interessanti. Si tratta di Recyproco, una start-up che nasce con lo scopo di incentivare il mercato del riuso e dei prodotti derivati da materiali e merci riciclati e riutilizzabili. L’obiettivo è la creazione di una community di economie del riuso in cui sia possibile vendere, donare, acquistare, parlare della storia dei prodotti contabilizzando l’impatto ambientale. Un sistema di scambio di beni destinati al riuso, realizzato attraverso un network di organizzazioni, cittadini, imprese e artigiani che intendono barattare quei beni di cui non sentono più la necessità ma che potrebbero tornare utili ad altri soggetti. Lo scambio viene effettuato attraverso una piattaforma di social commerce, supportata da una specifica app per smartphone.

Recentemente, di Recyproco ha parlato anche Wired Italia in un suo articolo. Oggi intervistiamo Stefano Mucciarella, co-fondatore della start up. Laureato in Economia Politica, si occupa di ambiente e rifiuti dal primo giorno di lavoro. Co-fondatore della Start-up “Dizionario dei Rifiuti”.

Recyproco su Facebook

 

Buona lettura!

1. Recyproco è un social network che si basa sull’idea del ri-uso, quindi, dell’eliminazione di sprechi attraverso il recupero di vecchi oggetti, ma anche della valorizzazione di saperi e competenze nella ricerca e progettazione di nuovi per il futuro. Descrivici da dove parte, come funziona e dove vuole arrivare. 

Il progetto nasce dall’idea che nel vasto mondo del riutilizzo di oggetti e materiali di scarto manchino alcuni tasselli che possano incrementare le opportunità di mercato e favorire la creazione di una community. Noi abbiamo individuato tre ambiti di lavoro per raggiungere questi obiettivi:

  • Informatizzazione delle modalità di compra – vendita o donazione per facilitare e incrementare gli scambi.
  • Evidenza degli impatti ambientali e sociali delle azioni di produzione e consumo attraverso l’uso di metriche ambientali e indicazione della provenienza e della destinazione dei prodotti.
  • Condivisione e partecipazione rispetto ad attività economiche che non si limitano alla messa in commercio di prodotti ma che spesso raccontano storie e trasmettere valori.

La nostra risposta è la creazione di un marketplace web in cui gli utenti, attraverso la propria vetrina, possono vendere o donare prodotti, raccontando qualcosa in più tramite l’uso di metriche ambientali e spazi di socialità. Per chiarire la natura del nostro progetto parlerei più di social commerce che di social network.

2. A chi è rivolto questo prodotto? Che benefici o opportunità trae ciascun attore dal suo utilizzo? 

Il prodotto è in via di sviluppo e ha beneficiato di un periodo di incubazione di due mesi in quanto Recyproco è stata selezionata per il programmaChangemakers for Expo Milano“, promosso da Telecom Italia e Expo2015. 

Semplificando le istanze relative al nostro servizio, possiamo immaginare due tipi possibili di flusso: il primo tra imprese con materiali e oggetti di scarto e imprese impegnate nel riutilizzo, il secondo tra imprese (profit o sociali) impegnate nelle operazioni di riutilizzo e i consumatori finali.  Lo spettro è, quindi, piuttosto ampio e va da imprese che potremmo definire “standard” fino al consumatore, passando attraverso eco-designer, artigiani e imprese del riuso e del riciclo e operatori dell’usato. Quest’ultimo gruppo è il perno intorno a cui si muove l’operazione.

I principali benefici sono:

  • accesso a un market place dedicato a una nuova categoria merceologica per imprese e consumatori.
  • comunicare al meglio la propria mission e il proprio lavoro.
  • utilizzare il mercato e i dati relativi ai propri scambi per obiettivi di corporate social responsability.
  • ridurre i costi di smaltimento di potenziali rifiuti per le imprese che intendono mettere a disposizione materiali e oggetti di scarto.
  • per imprese, artigiani e designer, la possibilità di trovare nuove ed economiche forme di approvvigionamento.

3. Recyproco è una realtà giovane. Come è nata l’idea di unirvi in un team? Che ruolo hanno giocato le vostre diverse competenze? E, soprattutto, puoi tracciare un bilancio della vostra esperienza sino ad oggi.

La nostra età media è di poco superiore ai trent’anni; giovane è anche il progetto, nato alla fine del 2012. Il nostro team beneficia sicuramente del fatto di avere al suo interno figure con provenienza diversa: io provengo dal mondo della gestione dei rifiuti, Francesco e Agnese sono due sviluppatori informatici ed Enzo uno studente in Ingegneria Gestionale. La complessità, comunque, è alta e richiede supporti e professionalità esterne. Per tale ragione è tornata molto utile l’esperienza di CM4Expo a Milano. Al momento, sono numerosi i progetti che trattano il tema del riuso e dei prodotti provenienti da riciclo. Sicuramente, un aspetto che mi sento di sottolineare è la vivacità del settore che purtroppo si scontra con normative non ancora ben definite.

4. Infine, una curiosità: nell’universo del riuso, quali oggetti, più di altri, trovano spazio? Quali cose le persone sono più propense a riutilizzare?

Un settore tradizionalmente forte è quello del tessile assieme a quello dell’arredamento. I prodotti informatici, invece, sono quelli su cui si concentrano le sfide più interessanti, per le alte potenzialità di inquinamento, per l’alto valore economico di alcune componenti interne e per l’impatto sociale della funzione di questi prodotti. L’obsolescenza di un prodotto informatico è sensibilmente diversa a seconda dell’utilizzatore finale di riferimento, della sua provenienza geografica e della disponibilità economica. Nel mondo del design da riuso e riciclo, il legno è sicuramente una materia prima seconda o un sottoprodotto molto caro ad artigiani e designer.

 

Stefano Mucciarella

@mucciarella

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