‘FareLavoro’ per i giovani: l’accesso ad un prestito agevolato, nella forma di microcredito

Spesso le grandi imprese nascono da piccole opportunità

Demostene

Nuova intervista settimanale! Oggi è la volta di FareLavoro, un’associazione che riunisce imprenditori, libero professionisti, consulenti e altro con lo scopo di favorire e valorizzare le attitudini e le capacità professionali dei giovani.

I destinatari dell’iniziativa sono giovani che, dopo aver fatto esperienze come lavoratori dipendenti o non essere riusciti a farle, hanno comunque una forte motivazione ad avviare un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, partendo da un bagaglio di competenze artigianali, professionali e/o produttive commerciali e che comunque intraprenderebbero, ma hanno difficoltà a reperire i primi finanziamenti dai canali bancari tradizionali e le prime conoscenze / competenze funzionali al corretto avvio dell’attività.

Vediamo, ora, più nel dettaglio di cosa si occupa e che opportunità offre ai giovani, attraverso le parole del Presidente Lucia Mazzoni.

1. presentatevi e raccontate brevemente cosa, per voi, significa il modello associativo non profit: quali opportunità offre e che network è in grado di coinvolgere.

Siamo un gruppo di imprenditori, consulenti, liberi professionisti ed artigiani che si sono associati allo scopo di favorire la valorizzazione delle attitudini e capacità professionali dei giovani. L’associazione svolge la sua attività favorendo il loro avvio al lavoro, sia in forma di attività autonoma che di microimpresa e impresa cooperativa, sostenendoli nei primi anni di vita. A tale scopo sviluppa attività di consulenza, tutoraggio, accompagnamento e sostegno dei giovani favorendone l’accesso al credito.

Premesso che abbiamo scelto l’associazione quale strumento giuridico per la sua flessibilità e “leggerezza” rispetto ai doveri formali societari e, quindi, più aderenti ad un gruppo di persone che volontariamente si sono mosse e agiscono in favore del lavoro imprenditoriale giovanile, comunque il fatto di porsi nell’area del non profit non è casuale, oltre ad essere nel nostro caso addirittura obbligato.

La caratteristica di assenza totale di lucro dell’iniziativa e la rinuncia a trarre dalle nostre attività retribuzioni di alcun genere insieme a rimborsi delle spese, ma una disponibilità assolutamente gratuita di ogni socio di FareLavoro, non solo situano a buon diritto l’associazione tra i soggetti non profit.

Il situarci in questa ricca realtà ci offre diverse opportunità e requisiti.

Il primo è di carattere reputazionale. Il presentarsi ai diversi stakeholders, banche, giovani, istituzioni, altre associazioni, ecc… come organismo dotato di risorse proprie e ciononostante senza fini di lucro e, anzi, addirittura totalmente volontario, ci colloca immediatamente in una luce positiva, pur operando in un’area economica, quella del credito, dove i rischi di lucro e di poca chiarezza sono numerosi e per questo, anche il sospetto è diffuso.

Il secondo è di carattere innovativo. Crediamo di poter dire che FareLavoro sia uno dei pochi soggetti di questo genere che erogano garanzie fideiussorie a favore di giovani non bancabili. La presenza di FareLavoro rimane certamente un’esperienza unica per il coinvolgimento del mondo bancario a favore di persone così fragili da un punto di vista del credito, pur facendolo a titolo volontario e con risorse proprie, cioè senza alcun contributo pubblico.

Ma anche la fisionomia associativa che, come si diceva, è stata scelta più per la sua utilità che per convinzione valoriale, oggi rivela anche altri vantaggi: operativi, organizzativi e socio-relazionali.

Operativi, perché ci situa, con l’iscrizione nell’apposito albo provinciale delle APS, in una posizione di maggiore visibilità e di relazione più strutturata con le altre APS, con le reti sociali che a questo mondo fanno riferimento, ma anche con gli Enti Locali, che usano per le loro varie necessità di relazione e/o comunicazione l’albo provinciale. Per FareLavoro diventa così più facile rapportarsi con la realtà che le sta intorno.

Organizzativi e gestionali, perché ci permette di gestire FareLavoro con strumenti adeguati e trasparenti, e governarla con organi democraticamente eletti, con il risultato di riuscire a favorire la partecipazione dei soci.

Infine perché l’Associazione, chiara forma aggregativa, ci permette di partecipare e relazionarci con il o i territori locali su cui lavoriamo e avviare rapporti stabili con gli attori presenti, oltre darci il titolo per essere coinvolti e permetterci di partecipare alle iniziative locali pubbliche e/o private che riguardano l’associazionismo.

2. il vostro operato si fonda ampiamente sull’idea che i giovani vadano formati, aiutati, incentivati, spronati etc. Cosa offrite, dunque, ai giovani che si rivolgono a voi?

Tecnicamente le caratteristiche del nostro operare sono descritte dai punti seguenti. L’Associazione Fare Lavoro, in collaborazione con Emil Banca e la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, con il sostegno della Provincia di Bologna, hanno attivato una Convenzione per attivare l’iniziativa “Microcredito per i giovani” per favorire l’avvio al lavoro degli under 35 residenti a Bologna e provincia.

Beneficiari

> Giovani – devono possedere i seguenti requisiti:

- under 35 anni, residenti nel territorio di Bologna e provincia da almeno 1 anno, nell’avvio di un’attività imprenditoriale e/o di libera professione.

> Aziende – devono possedere i seguenti requisiti:

- soggetti di nuova costituzione (entro i primi tre anni) in forma di imprese familiari, società semplici e cooperative;

- sede legale nel territorio di Bologna e provincia;

- costituite al 50% da giovani under 35.

Iniziative ammissibili

- investimenti o progetti ritenuti particolarmente meritevoli, con particolare attenzione alle iniziative di imprenditorialità giovanile, femminile e sociale;

- spese ordinarie e straordinarie per necessità professionali, commerciali o imprenditoriali.

Agevolazione

Il microcredito in oggetto ha le seguenti caratteristiche:

- Ammontare massimo per persona fisica: 12.000,00 euro;

- Ammontare massimo per micro-impresa: 25.000,00 euro;

- Durata del prestito: 36 (trentasei) mesi incluso preammortamento di massimo 6 mesi;

- Tasso di interesse: Euribor 6 mesi + 2 punti se variabile; Euribor 6 mesi + 3 punti se fisso;

- Garanzie: intervento dell’Associazione Fare Lavoro con una propria garanzia legata alla consulenza / tutoraggio / co-manager;

- Altre spese: bolli come previsto da legge e spese per invio trasparenza.

Una volta ottenuto il prestito, nel caso di costituzione di imprese cooperative la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche mette a disposizione dei neo imprenditori formazione gratuita.

Le persone che costituiscono l’associazione Fare Lavoro metteranno la loro esperienza al servizio di tutte le neo imprese accompagnandole nella crescita.

Procedure e termini

L’associazione Fare Lavoro raccoglie le domande di finanziamento che poi invia a Emil Banca che, assieme all’associazione, decide se finanziarle o meno. Le domande devono quindi essere inviate a Fare Lavoro – Associazione di Promozione Sociale; Via Sostegno 1, 40013 Castel Maggiore; E-mail: info@farelavoro.itsegreteria@farelavoro.it.

Non vi sono termini di scadenza.

In termini meno tecnici, quello che offriamo come associazione è l’accesso ad un prestito agevolato nella forma di microcredito, che non richiede quindi di fornire garanzie di supporto. Inoltre il nostro è un concreto “interesse” per l’attività di questi giovani: ogni richiedente viene incontrato personalmente dopo il contatto, che avviene prevalentemente per via telefonica. Le proposte che proseguono hanno una istruttoria con l’associazione e quindi con la banca che viene seguita insieme.

L’associazione mette a disposizione un tutor se richiesto dai giovani che, nel caso di cooperative, può essere della Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche e in altri casi uno dei soci stessi. L’attività di tutoraggio si concretizza soprattutto in quell’interesse che dice che queste iniziative le abbiamo “a cuore” e negli incontri periodici con loro portiamo la nostra esperienza e le nostre competenze con molta semplicità. Ci interroghiamo sul futuro e sulla necessità di ampliare questa rete per essere efficaci, attualmente siamo 24 soci, non tutti con un’esperienza di impresa o di professione. Crediamo sarebbero utili persone con altre esperienze professionali, percorsi diversi che possano permettere di affiancare le esperienze più pertinenti.

Infine circa ogni 3 o 4 mesi chiediamo un resoconto delle attività da riportare all’assemblea, resoconto che aiuta i giovani a fare un punto dello stato di avanzamento della loro iniziativa.

3. che consiglio daresti a un giovane che nutre il desiderio di fare impresa o di realizzare un progetto?

La fase più critica ci sembra sia quella di passare dall’idea di impresa al progetto di impresa vero e proprio. Come FareLavoro siamo in grado di entrare a supporto di progetto già delineati per cui i ragazzi devono avere già svolto prima questo passaggio.

Suggeriremmo soprattutto di spendere parecchio tempo a focalizzare. Focalizzare il prodotto, e i potenziali clienti, focalizzare quando e dove si può vendere, quanto tempo e quali materie prime richiede, quali sono gli strumenti necessari a produrlo, quali normative si applicano al prodotto o al modo di metterlo in vendita.

Focalizzare significa discutere dell’idea anche con altri, ragionarne e farla delineare sempre meglio. Spesso, laddove si tratti di nuovi modi di fare business (un nuovo servizio non ancora disponibile) o prodotti che ancora non esistono sul mercato, non ci sono esempi a cui riferirsi per cui è necessario smontare e rimontare l’idea più volte per darle solidità e concretezza.

 

4. infine, se tu fossi il Ministro dello Sviluppo Economico che misure promuoveresti a favore dei giovani e perché.

Spazi fisici in ogni comune per  incubatori di impresa, laboratori artigianali, laboratori di creativi, laboratori informatici e coworking – che in parte potrebbero essere anche raggruppati – e spazi fisici in ogni comune per produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, orti, serre, verde urbano e coworking.

I primi 2 punti per favorire gli interventi di ogni Comune (coinvolgendoli economicamente e con attività diversificate  a seconda della localizzazione, es. i Comuni sul mare), ottenere economie di gestione e convogliare attività di formazione / promozione e crescita imprenditoriale in un punto comune, favorendo l’interscambio dei giovani.

  • Contributo di attività su 3 anni decrescente: € 1.500 il 1° anno, € 1.000 il 2° , € 500 il 3° tale contributo raddoppia se il giovane trova uno sponsor
  • Credito di imposta crescente in 3 anni a partire dal secondo : € 500 il 2°, € 1.000 il 3°, € 1.500 il 4°

Queste misure andrebbero regolamentate con strumenti di rendicontazione, soprattutto nella continuità da un anno all’altro (nel senso che scatta il 2° contributo a seguito della conferma dei risultati del primo erogato) per un coinvolgimento responsabile del giovane.

Le agevolazioni di cui sopra sono riferite a lavoro autonomo o professione singola. Le stesse andrebbero concertate se i giovani decidono per una forma associata e a seconda che siano solo giovani, se maggioranza giovani e minoranza adulti, o altre varianti.

  • Accesso agevolato al microcredito con interventi di garanzia fideiussoria di terzi + consulenze e tutoraggi di avvio attività (se richiesti) gratuiti.

Le misure sono proposte per un crescente e sempre maggior coinvolgimento della società civile e degli adulti nell’avvio della attività lavorativa dei giovani, soprattutto se in forma associata e cooperativa.

 

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