Le cooperative in Europa: una risorsa anti-crisi

Le cooperative in Europa hanno salvato il lavoro. Ora nuove norme e più fondi da parte dell’Ue

Il 2 luglio scorso è stata una giornata importante per la cooperazione, a livello europeo. Nella sessione plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo é stato, infatti, approvato il Rapporto di Iniziativa sul ruolo delle cooperative nel superamento della crisi.

Il Rapporto è stato redatto e portato in Parlamento dall’Europarlamentare Patrizia Toia, nell’ottica di rafforzare in Europa il ruolo delle cooperative e valorizzare un settore che costituisce un grande patrimonio sociale e al tempo stesso tutela il nostro sistema economico; le cooperative, infatti, si sono dimostrate più resilienti in questa fase di crisi economica e produttiva e hanno saputo intervenire positivamente nelle ristrutturazioni aziendali, in Italia e non solo.

Come afferma Toia

L’economia reale è più avanti rispetto alle leggi, comunitarie e nazionali. In molti Stati membri diverse aziende finite sull’orlo del fallimento sono state salvate dagli stessi lavoratori che vedevano messi a rischio i propri diritti. Tanti di loro si sono riuniti in cooperativa e hanno continuato l’attività, spesso facendo sacrifici enormi. Pensi anche ai casi in cui cooperative gia esistenti sono subentrate a soggetti in liquidazione. Ecco perché ho chiesto all’Europa di valorizzare un settore che, oltre a costituire un grande patrimonio sociale, di fatto tutela anche il nostro sistema economico.

Con l’approvazione del Rapporto Parlamento si è chiesto, quindi, che si incentivi il sostegno alle cooperative, prevedendo anche un’apposita linea di bilancio nel Budget europeo per il sostegno a quelle ristrutturazioni aziendali che avvengono con l’intervento di soggetti cooperativi e delle loro reti di sostegno, sull’esempio della Legge Marcora.

Penso a nuove norme e a linee di finanziamento ad hoc, anche attraverso il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti: oggi nell’Ue ci sono 160mila imprese cooperative che danno lavoro a 5,4 milioni di persone. Hanno dimostrato di saper resistere più e meglio di altri alla recessione: ora vanno aiutati.

E per chi crede che il modello cooperativo sia una caratteristica troppo italiana per essere condivisa dal resto dell’Unione, Toia risponde

Casi analoghi a quelli italiani sono accaduti in Spagna, Francia e Danimarca e, d’altra parte, il largo consenso ottenuto dalla risoluzione dimostra che c’è un largo interesse da parte di più Paesi. Bisogna fare corne con l’Erasmus, che è stato un caso di successo: partire con progetti-pilota in grado di indicare un percorso da compiere.

Un significativo passo in avanti e di riconoscimento importante del valore di questo settore e delle oltre 160 mila imprese cooperative europee.

 

 

 

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