UP/Coopstarter: una piattaforma di crowdfunding europea per la creazione di nuove imprese cooperative

È notizia di ormai quindici giorni fa che la Consob ha rilasciato il regolamento definitivo per la raccolta di capitali tramite portali Internet, ovvero l’equity crowdfunding, la raccolta di fondi individuali per finanziare progetti o iniziative imprenditoriali. L’Italia è il primo Paese in Europa a dotarsi di una simile normativa.

Il regolamento è stato adottato dalla Consob a seguito di un dibattito a più voci tra regolatori, esponenti dei portali web, e consulenti legali per prendere familiarità con un fenomeno in Italia ancora marginale ma che in altri Paesi ha ormai raggiunto dimensioni significative.

Il regolamento riguarda il cosiddetto equity crowdfundig, l’offerta di azioni sul web per finanziare la nascita di startup innovative, previsto dal decreto sviluppo del Governo che ha affidato all’authority di disegnare un quadro compiuto di norme. Oggetto del regolamento predisposto dalla commissione presieduta da Giuseppe Vegas, sono le regole sulla sollecitazione al risparmio (e sul prospetto informativo) che scattano quando il capitale da raccogliere non supera i 5 milioni. Fino alle norme di condotta degli intermediari impartite dalla direttiva Mifid. Una normativa attesa dal settore che sta crescendo velocemente anche in Italia, che si apre definendo le norme da applicare ai gestori dei portali non iscritti negli elenchi degli intermediati autorizzati.

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Avanti tutta, dunque, per raggiungere l’obiettivo di dare vita ad una piattaforma online di crowdfunding a livello europeo per il sostegno e la creazione di nuove imprese cooperative.

È il caso del progetto UP/Coopstarter.

Alla base del progetto esiste la piena convinzione condivisa dai partner europei che le cooperative offrano un modo sostenibile e socialmente responsabile di fare impresa, e che oggi le imprese cooperative siano più che mai il modello di business del futuro e la chiave per una prosperità delle nostre comunità.

L’idea è di condividere una metodologia innovativa e di successo che possa servire alle organizzazioni cooperative per assistere le start up di giovani in modo sostenibile. Questa metodologia dovrebbe aiutare nella gestione della piattaforma online di crowdfunding, in modo da permetterne la diffusione e il funzionamento nel tempo e nei diversi paesi europei partecipanti al progetto.

Le motivazioni sottostanti il progetto sono, dunque, quelle di trovare un modo per offrire delle opportunità di lavoro e di realizzazione personale ai giovani europei disoccupati e, nello stesso tempo, sostenere i giovani imprenditori a costituire nuove imprese cooperative. Così facendo, si auspica che il modello di business cooperativo possa diventare un’importante alternativa per i giovani che vogliono diventare imprenditori. Un altro obiettivo sottostante il progetto è quello di favorire l’internazionalizzazione delle imprese cooperative, attraverso l’aumento dei contatti e degli scambi tra le cooperative dei diversi paesi europei che partecipano al progetto.

Tra i partners coinvolti nel progetto Legacoop Liguria, Irecoop – Confcooperative Emilia Romagna, Kooperationen (DN),  MIK Mondragon Innovation and Knowledge (ES), Coompanion (SE), Cooperatives Europe (BE), NABCO (IRE), Febecoop (BE) e K.A.P.A. Network (EL).

Spiega Paola Bellotti, responsabile dell’Area Finanza di Legacoop Liguria, che segue il progetto

 “Il gruppo ha deciso di adottare una doppia strategia rispetto all’obiettivo di creare una piattaforma di crowdfunding per start up cooperative. Abbiamo deciso di realizzare una ricerca su quanto costerebbe la creazione di una piattaforma nuova, da zero, e capire se è possibile finanziarla con fonti sia pubbliche, che private, che addirittura attraverso il crowdfunding; nel contempo fare un’indagine su quanto possano essere interessate le piattaforme di crowdfunding esistenti al collaborare con noi e il nostro progetto, in modo da poter offrire idealmente alle start up cooperative una gamma diversificata di piattaforme di crowdfunding più o meno adatte ai loro scopi/obiettivi”.

Prosegue

La soddisfazione è molto forte. Questo è un progetto che dimostra come, in un ambito europeo che vede la legislazione cooperativa completamente diversa da paese a paese, continuano a funzionare e unire i famosi 7 principi della cooperazione. Il settore del crowdfunding è molto promettente per noi cooperatori, ma allo stesso tempo le cose stanno procedendo a una grande velocità quindi occorre far presto”.

 

Per saperne di più è possibile contattare Irecoop scrivendo a sede.regionale@irecoop.it

 

 

 

 

 

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