Praxis Peace Institute: dalla California all’Emilia-Romagna, alla scoperta del modello cooperativo

Oggi, l’internazionalizzazione non è solo un’opportunità ma una necessità per mantenere e consolidare il vantaggio competitivo raggiunto.

Spesso sentiamo ripetere questa frase. Politici, amministratori, imprenditori illuminati sottolineano, ormai da anni, la necessità per le imprese italiane di creare – e crearsi – un’opportunità di rapporto con il mondo. Questo sia perchè mantiene e consolida il vantaggio competitivo, sia perchè nell’apertura verso il mondo, spesso, si consolidano anche le conoscenze.

E’ il caso, questo, dell’esperienza che vi raccontiamo oggi, attraverso le parole di Davide Pieri (penna nota a questo blog), il coordinatore di questa iniziativa. Vi lasciamo alle sue parole…

californiaIl MUECMaster in Economia della Cooperazione dell’Università di Bologna ha ospitato dal 16 al 20 settembre una delegazione del Praxis Peace Institute di Sonoma (California) per un viaggio di studio e istruzione dedicato alla conoscenza del sistema cooperativo emiliano romagnolo [di un'iniziativa simile vi avevamo già parlato qui].

E’ stato chiesto a Confcooperative Emilia-Romagna di organizzare la giornata del 19 ed io – normalmente incaricato da Confcooperative per queste attività – mi sono attivato come sempre per cercare di proporre loro il meglio delle nostre realtà da visitare.

Con la collaborazione del Prof. Giovanni D’Adda [responsabile organizzativo per il MUEC] e in base alle richieste ricevute, abbiamo organizzato la giornata di giovedì 19 settembre 2013 in questa maniera: la delegazione era composta da una dozzina di persone e siamo partiti insieme da Bologna; durante il viaggio verso Campagnola Emilia (RE) ho illustrato cos’è la cooperazione di Confcooperative in Italia – in Emilia-Romagna in particolare – ma le riflessioni si sono inevitabilmente allargate alla cooperazione in generale (anche quella non targata Confcooperative) e al sistema Paese nel suo complesso.

Ho, così, avuto modo di illustrare l’anticiclicità del mondo cooperativo, che come forma imprenditoriale si “esalta” nei momenti di difficoltà,, come quello attuale, e che riesce a dare una risposta adeguata ai bisogni delle persone.

Abbiamo riscontrato un’assoluta affinità di interessi e di modalità operative e gli ospiti sono rimasti letteralmente sbalorditi nel conoscere le tre realtà che sono state coinvolte.

Alle 10.30 siamo così arrivati al Caseificio Castellazzo di Campagnola Emilia (RE) dove il Presidente Roberto Rondini ci ha ospitato facendoci fare un giro completo del caseificio; abbiamo visto le varie fasi produttive e abbiamo completato la visita con la presa visione del magazzino. Gli americani sono rimasti letteralmente sbigottiti alla vista delle scalere, restando completamente estasiati dalla degustazione che il Presidente gli ha fatto fare, tagliando per loro del buon 24 mesi ed annaffiando il tutto con un bicchiere di lambrusco.

Dopo una sosta a Carpi all’ora di pranzo, siamo poi andati a visitare la Cantina di Carpi (oggi cantina di Carpi e Sorbara) dove siamo stati accolti dal vicepresidente Carlo Piccinini. Anche in questo caso la visita è stata apprezzatissima (siamo in piena vendemmia e mentre visitavamo lo stabilimento in piena produzione, arrivavano carichi di uva i carretti dei soci a conferire il prodotto) e si è conclusa con una mini degustazione di 3 diversi tipi di lambrusco.

congratulazionibigAbbiamo poi completato le nostre visite andando a visitare l’Acetaia La Tradizione a Soliera (MO), dove siamo stati ospitati dal vicepresidente Loretta Goldoni (a vedere la sua acetaia) che, insieme al presidente Mirco Casari, ci ha svelato i segreti che portano alla produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. La vista delle botticelle, i profumi e la degustazione di aceti con diversi livelli di stagionatura hanno soddisfatto i nostri ospiti che, come nelle precedenti visite, non hanno mancato di fotografare i vari momenti della visita, acquistando anche qualcosa da portare a casa come gradito e gustoso ricordo.

La giornata è stata un successo e il mio grazie particolare va agli amici Roberto, Carlo, Loretta e Mirco (in ordine cronologico di apparizione) che ci hanno ospitato e hanno ottimamente svolto il ruolo di “padroni di casa”. A loro va tutto il merito.

Il dubbio che mi viene sempre è: abbiamo eccellenze che ci invidiano in tutto il mondo e molti stranieri, proprio per questo, vengono a visitarci per capire meglio come funziona il sistema cooperativo emiliano romagnolo… possibile che si faccia così fatica a farlo sentire (e capire) anche in Italia?

Alla prossima dal vostro corrispondente per le visite dall’estero!

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