Locloc.it, la community dove il consumo è collaborativo

Riprendiamo la settimana con una Storia davvero attuale. Si tratta dell’esperienza di Locloc.it, un progetto nato da un’idea di Michela Nosè, 37 anni, designer, memore di un’esperienza di noleggio tra pari vissuta a Miami.

Nel 2012 decide di portare in Italia il sistema del renting peer-to-peer e fonda Locloc, la prima start up italiana attiva in questo settore. Ben presto a Michela si affianca un gruppo di investitori, liberi professionisti provenienti dai settori più differenti, dalla finanza all’architettura, ma tutti accomunati dalla fiducia nel progetto.

Locloc.it è, attualmente, il primo portale italiano dedicato alla condivisione di beni tra privati, che permette a chiunque, dai consumatori ai professionisti, di affittare e mettere in affitto qualsiasi tipologia di oggetto. La community di Locloc collega i proprietari di case, auto ed articoli vari che vogliono guadagnare soldi dall’affitto delle loro proprietà con le persone che hanno un bisogno temporaneo da soddisfare in modo comodo, sicuro e conveniente.

Non vi rubiamo altro tempo, vi lasciamo alle parole dei suoi fondatori… buona lettura!

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1. presentatevi e raccontateci brevemente cosa significa renting peer-to-peer: dove nasce, che obiettivi si pone, da chi può essere messo in pratica.

Locloc.it è il primo marketplace italiano dedicato alla condivisione di beni tra privati (peer-to-peer), che permette alle persone, quindi ai consumatori, di affittare e mettere in affitto qualsiasi tipologia di oggetto. In effetti, l’affitto degli oggetti, aperto a tutti, nell’ottica del consumo collaborativo, è il perno del progetto Locloc. E consente una vera e propria alternativa al consumismo, responsabile di disastri ambientali – dalle emissioni di CO2, alla produzione di rifiuti su larga scala – e sociali – ad esempio l’isolamento dei redditi più bassi ovvero l’indebitamento delle famiglie.

8In questo contesto, Locloc opera a vari livelli, tramite una piattaforma che consente ai proprietari di beni, oggetti e proprietà, di non dimenticare o peggio buttare questi beni ma di porli in locazione sul sito. Si genera un reddito aggiuntivo e si riducono i propri rifiuti; ai consumatori di evitare la trappola del consumismo, prendendo in locazione oggetti che hanno utilità limitata nel tempo (tipico esempio: il trapano, che viene utilizzato in media 15-20 minuti durante la sua intera vita), invece di acquistarli. Attraverso il noleggio si risparmia denaro evitando ogni privazione.

Le categorie in affitto prevedono: auto, attrezzi da costruzione/bricolage/giardinaggio, articoli per feste ed eventi, high tech – foto, audio, video, informatica, sport e tempo libero, case, vacanze.

Il noleggio tra privati, in inglese renting peer-to-peer, nasce pochi anni orsono in America, all’interno del movimento della Sharing Economy. E non è un’idea frivola o una tendenza di breve periodo, ma una forza culturale ed economica che sta re-inventando non solo quello che consumiamo ma il modo in cui consumiamo. I principi alla base di questa rivoluzione sono:

1. una ritrovata fiducia nell’importanza della comunità e una ridefinizione dei concetti di amico e di vicino di casa

2. una rete sociale fatta di torrent, connessioni peer-to-peer e tecnologie sociali che stanno cambiando radicalmente il nostro modo di agire

3. la pressione di problemi ambientali irrisolti

4. una recessione globale che ha completamente stravolto i comportamenti dei consumatori

Questi 4 fattori si stanno aggregando e stanno portando al grande cambiamento dal 20esimo secolo, dominato dall’iper-consumismo, al 21esimo secolo caratterizzato dal consumo collaborativo.

2. Locloc.it è il primo portale italiano dedicato alla condivisione di beni tra privati, che permette a chiunque, dai consumatori ai professionisti, di affittare e mettere in affitto qualsiasi tipologia di oggetto”. Parlando proprio di condivisione non possiamo non accennare al concetto di fiducia. Come riuscite a garantire la qualità del servizio, senza tradire quindi la fiducia degli iscritti al portale?

Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile noleggiare le nostre cose e le nostre case a perfetti sconosciuti, senza conoscerne il vero nome in quanto i comportamenti collaborativi sono sempre legati a dinamiche di fiducia.

Tuttavia, grazie ad internet ed alle nuove tecnologie, anche legate ai social networks, oggi:

> è possibile connettere il nostro quartiere, la nostra scuola, l’ufficio, l’intero pianeta,  per creare un’economia nella quale far coincidere i voleri delle persone in pochi secondi: si crea un mercato enorme dove la persona A può soddisfare i bisogni, magari temporanei, ed incontrare la persona C chiunque essa sia.

> è possibile formare gruppi di persone, cancellando gli intermediari, e favorendo una rivoluzione peer-to-peer che da consumatori passivi ci sta evolvendo in collaboratori altamente competenti.

> è possibile favorire la fiducia tra estranei. Oggi viviamo in un villaggio globale dove possiamo imitare i legami che una volta si stabilivano faccia a faccia, ma in una scala di grandezza e in modi mai possibili prima. Su Locloc, quando una persona ha completato 53 transazioni di noleggio con una percentuale di successo del 100%, posso fidarmi di lui. E questo il valore, la reputazione: è una nuova moneta sociale, che diventa importante come la solvibilità lo è per la banche

Chiaramente, per Locloc la community degli utenti ha un ruolo centrale. Ogni utente all’atto della registrazione ha un profilo, dove è invitato a dare quante più informazioni possibile di se stesso, che include il collegamento a Facebook e Twitter, la pubblicazione di fotografie e video profili, così da rendere l’appartenenza alla community più coinvolgente.

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Al profilo, Locloc associa un complesso di valutazioni creato proprio per rendere l’esperienza di noleggio all’interno della community sicura, affidabile ma anche piacevole. Tale sistema di recensioni e valutazioni consente agli altri membri di visualizzare le informazioni lasciate dopo ogni transazione di noleggio.

Locloc reputa che questo complesso di valutazioni consenta di avvicinarsi e restare sempre più in contatto con la community web, stabilendo un vero e proprio contatto umano nella piazza virtuale. Ciò nonostante, per tutelare la qualità del servizio, senza tradire quindi la fiducia degli iscritti al portale, al sistema di recensioni sono associati:

> una copertura assicurativa gratuita, che protegge ogni noleggio dai possibili danni fino a 990 euro

> un vero e proprio contratto di locazione tra le parti, contenente informazioni sull’oggetto, sulla durata e sul prezzo del noleggio, che le due parti possono eventualmente personalizzare

> un servizio clienti con front desk online a disposizione di tutti per informazioni e per qualsiasi altra necessità

3. praticamente, cosa devo fare per entrare nella community di locloc e usufruire dei beni a noleggio? Raccontateci l’iter tipico.

Iscriversi a Locloc è facile e gratuito, anche tramite il proprio profilo di Facebook. Inserendo i propri dati, l’utente può accedere al database di oggetti disponibili, ricercare quelli che gli interessano, sfogliando attraverso le categorie di appartenenza, e selezionare ciò che corrisponde alle sue esigenze. Sfruttando il meccanismo di geo-localizzazione messo a disposizione da Locloc, può anche rilevare quali oggetti sono più vicini alla propria località di residenza.

Chi vuole mettere i propri oggetti a noleggio, compila invece l’apposito modulo, corredando le informazioni con una o più fotografie e con il costo, liberamente stabilito, a cui intende proporre il noleggio. Su Locloc possono offrire a noleggio sia singoli privati sia operatori specializzati.

Cercare e proporre gli oggetti a noleggio non comporta alcun costo per l’utente. Al momento dell’accordo sull’oggetto, sulla durata e sul prezzo del noleggio, Locloc, invita i due soggetti a sottoscrivere un contratto di locazione, che le due parti possono eventualmente personalizzare. A questo punto segue il pagamento della commissione, da effettuarsi o con carta di credito, e viene fissato l’appuntamento per il ritiro dell’oggetto e per la sua successiva riconsegna. Il deposito a garanzia e il pagamento del canone di locazione sono regolati secondo gli accordi tra le parti.

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4. e a livello burocratico? Riscontrate difficoltà nel mettere in pratica la cosiddetta sharing economy? Se sì, cosa sarebbe utile fare – a livello regolativo – per incentivare questo tipo di economia?

Locloc, dal punto di vista sociale non ha riscontrato alcuna difficoltà, anche grazie al supporto dei media, anche nazionali, che si sono da subito interessati al progetto. Basti pensare che dalla data di lancio, 3 marzo, in soli 8 mesi, Locloc ha registrato 5.280 utenti, con una media attuale di 47 nuovi iscritti al giorno.

Tuttavia, il nostro vero investimento è per il 2014, dove stiamo pianificando sia attività di comunicazione online, sia di comunicazione offline nelle principali città tramite partecipazione a eventi e fiere. Per locloc.it è importante la comunicazione sul territorio: vogliamo incontrare i nostri utenti, spiegargli il nostro servizio, ma soprattutto raccogliere le sue opinioni, le idee.

Dal punto di vista burocratico, le difficoltà riscontrate da Locloc sono quelle comuni a qualsiasi startup: costi amministrativi molto elevati, nessun accesso al credito bancario e conseguente limitata capacità di investimenti volti a diffondere l’idea. Tutte difficoltà superate grazie all’entusiasmo dei soci, oltre che dei membri della community.

Per quanto riguarda la sharing economy in Italia, è sufficiente dire che il livello regolamentare è semplicemente inesistente: non vi è alcuna agevolazione nonostante i benefici apportati alla gente comune. Anzi, in diversi paesi è osteggiata perché mette a rischio gli interessi delle aziende, spesso multinazionali, che i loro prodotti li devono vendere.

 

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twitter  @locloc_it

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