Servizi in farmacia: la cooperazione innova il Welfare!

Quando due anni fa, il Governo di allora approvò due decreti in cui si dava la possibilità di ampliare l’offerta di servizi delle farmacie nessuno avrebbe scommesso un soldo sulla realizzabilità di quegli obiettivi. E, invece, ora in Emilia-Romagna stanno per partire alcuni progetti sperimentali in quattro territori provinciali: Parma, Bologna, Imola e Cesena.

Le farmacie e la cooperazione sanitaria e sociale si sono messe insieme per organizzare servizi sanitari e socio-sanitari per i cittadini.

116054981Ma di cosa si tratta? Molto semplice: il cittadino che ha necessità di servizi sanitari e/o di assistenza può rivolgersi alla farmacia di fiducia – se inserita nella rete – e, come con il centro di prenotazione pubblica, può richiedere ed avere il servizio necessario.

Facile si potrà pensare, ma i due anni passati (dall’approvazione delle norme a che si concretizzasse qualcosa) stanno a dimostrare che gli ostacoli sono e rimangono numerosi. E, infatti, questa collaborazione supera il problema della garanzia della professionalità e della continuità, in altre parole della qualità, mettendo in campo la pluridecennale esperienza della cooperazione e la grande quantità di professionisti presenti tra i soci, insieme alla loro sicura competenza.

Ma si pongono anche problemi di organizzazione del lavoro, onde assicurare sempre la qualità attesa, con il minimo di risorse indispensabili, perché non bisogna dimenticare che il cittadino, in questo caso, paga di tasca sua. E, proprio per questo, è anche necessario che il sistema d’offerta contempli la possibilità di scegliere liberamente dove andare a curarsi o da chi farsi assistere. Un requisito che, sappiamo, non è quasi mai presente nel servizio pubblico.

Sono state anche risolte le difficoltà logistico-gestionali. Quando la farmacia non si trova nelle condizioni strutturali e di organico per gestire direttamente in loco il servizio di incontro domanda-offerta, le cooperative si assumono anche queste funzioni, mettendo a disposizione personale qualificato e gli spazi e strumenti necessari.

Un’innovazione che vede nuove collaborazioni e nuovi soggetti socialmente orientati lavorare in favore del benessere dei cittadini e che vede un nuovo modo di diffondere, anche capillarmente, i servizi sanitari primari sul territorio, lasciando ai cittadini libertà di scelta in una gamma di offerta ampia sia in termini di operatori che di genere di servizi. Con grande vantaggio per la gente, ma anche per la buona cura e la salute.

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