Spazio Grisù, da ex-Caserma dei Vigili del Fuoco a “casa per creativi”

Oggi vi raccontiamo un Storia particolare, una storia di riconversione urbana.

Nell’agosto 2012 la Provincia di Ferrara ha concesso la Caserma dei “civici pompieri” all’Associazione non profit Grisù, in comodato d’uso gratuito per un tempo determinato, con contratto rinnovabile (tre anni più due). Così è nata la prima Factory della cultura dell’Emilia-Romagna, uno spazio che intende contribuire al processo di crescita del territorio attraverso lo sviluppo dell’imprenditoria culturale e creativa.

4.000 mq da recuperare e trasformare, quindi, per dare una nuova identità allo spazio e offrire a giovani imprenditori e professionisti creativi un ambiente favorevole e stimolante alla crescita di progetti, idee e collaborazioni.

Ecco l’intervista al Presidente, Fabrizio Casetti…


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1. presentatevi e raccontate brevemente cosa, per voi, significa il modello associativo: quali opportunità offre e che network è in grado di coinvolgere.

logo_grisu_2013L’Associazione Grisù ha formulato un progetto rientrante nel piano di sviluppo delle politiche culturali europee di sostegno alla produzione creativa, che consiste nel riconvertire uno spazio dismesso nel futuro Spazio Grisù, una sorta di facilitatore ed “acceleratore” per “imprese creative d’eccellenza”, con ricaduta sulla realtà ferrarese, ma anche su quella internazionale.  È stato individuato, quale luogo per la realizzazione del progetto, l’Ex Comando Provinciale Vigili del Fuoco, una caserma dismessa dal 2004 che, grazie a questo progetto, viene recuperata attraverso una graduale ristrutturazione, riattivata, e ridata alla cittadinanza. Per ottenere questo scopo si è costituita, nel marzo 2012, l’Associazione Grisù, che non persegue finalità di lucro ed ha come scopo principale la promozione di attività creative, spaziando dall’arte al design, dall’architettura alle nuove tecnologie e al video, con particolare attenzione alla formazione e alle fasi dello start up d’impresa. Questi intenti sono perseguiti tramite la cessione temporanea da parte dell’Associazione di spazi a singoli o ad associazioni (italiane ma anche estere) sulla base della qualità dei progetti presentati al momento della richiesta degli spazi, favorendo in tal modo la nascita di attività e servizi legati alla creatività giovanile, in un’ottica di scambi internazionali, contribuendo, così, alla crescita culturale e civile dei propri soci e dei cittadini.

2. a proposito di network, Grisù coinvolge vari professionisti (dall’architettura all’economia, dalla comunicazione all’arte) con l’obiettivo comune di trasformare un’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara in una Factory dlla cultura e della creatività. Come è nata l’idea? Come hanno reagito le Istituzioni e come tuttora si comportano?

Spazio Grisù è la prima Factory della cultura e della creatività dell’Emilia-Romagna, da immobile pubblico abbandonato a spazio per giovani imprese creative: 4.000 mq. inutilizzati, di proprietà della Provincia che, dopo l’ultima asta andata deserta, ha deciso di non vendere più l’immobile e di concederlo in comodato d’uso gratuito, per un minimo di cinque anni, rinnovabili, all’Associazione non profit Grisù, composta da professionisti di diversi settori che prestano lavoro in modo del tutto volontario. Sono state selezionate, tramite un bando di ammissione, alcune giovani imprese creative del territorio, scelte tra le oltre 50 domande pervenute: si va da chi lavora su realtà aumentata e prototipazione 3D, ad architetti che producono mobili trasformabili e design sostenibile, da un magazine culturale, alla casa editrice di fumetti, dalla web TV alla progettazione d’imbarcazioni elettriche ed ecologiche, ecc. Tutte realtà desiderose di confrontarsi e di collaborare per rendere Spazio Grisù un luogo di interazione, vivo e dinamico, in cui accade sempre qualcosa. Sessanta posti di lavoro in un edificio riattivato, finora senza finanziamenti pubblici, ma grazie agli investimenti delle singole imprese che, in cambio dell’affitto gratuito, risistemano gli spazi assegnati a proprie spese, sostenendo anche i costi delle relative utenze.

L’Associazione Grisù agisce come facilitatore per l’imprenditorialità creativa, orientando le singole imprese e agevolando loro i rapporti con le banche, le assicurazioni, le associazioni di categoria. Una riattivazione produttiva, dunque, dello spazio, che contribuisce anche alla riqualificazione dell’intero quartiere. Il rapporto con le Istituzioni è molto buono: sia Provincia che Comune di Ferrara stano collaborando molto con l’associazione per la piena riuscita del progetto, e questo è per noi davvero fondamentale.

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3. In collaborazione con il progetto ‘GINGER – Gestione Idee Nuove e Geniali in Emilia-Romagna’, nel giugno scorso è partita una campagna di crowdfunding dedicata alla ristrutturazione del cortile interno dell’ex Caserma. Come è andata la campagna? Perchè avete scelto di rivolgervi al crowdfunding?

Fino ad ora l’Associazione si è autofinanziata, ma ha bisogno del sostegno di aziende o privati che credano in un progetto innovativo come questo e che, sentendosi in linea con lo spirito e la filosofia di Spazio Grisù, vogliano  “adottare” quelle aree comuni della ex Caserma, da cui ricavare spazi per workshop, laboratori, convegni, ecc. Ginger – Gestione Idee Nuove e Geniali Emilia-Romagna – è la recente piattaforma di crowdfunding per l’Emilia-Romagna, che fa proprio delle reti territoriali la sua forza. A giugno è stata attivata la campagna di crowdfunding per la ristrutturazione del cortile interno di Spazio Grisù, a dimostrazione del fatto che Grisù non è soltanto un luogo in cui si produce in modo creativo, ma è anche uno spazio aperto alla città, un vero punto di riferimento culturale. La campagna purtroppo non ha portato gli esiti sperati, ma siamo certi che anche in Italia la metodologia del crowdfunding, forse ancora troppo innovativa per il nostro paese, riuscirà ad affermarsi.

4. Prossimi progetti?

In questo momento siamo molto impegnati nella fase operativa di insediamento delle imprese. Appena lo spazio sarà del tutto attivo, l’idea è quella di partire con una serie di workshop, convegni, eventi e laboratori, in collaborazione con le scuole e con il mondo universitario.


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